Riflessione del 16 Febbraio

Roba da cani

 

Noi tutti amiamo i nostri cani e gli uomini, in genere, riconoscono al cane un importante ruolo affettivo e sociale ma poi se dobbiamo parlare in maniera negativa di una qualsiasi attività umana, il primo paragone che si porta è sempre con il cane.

E allora si fanno le cose “a cazzo di cane” oppure si viene “trattati come cani”, “scacciati come cani” o certe cose “non si fanno nemmeno ai cani”, la peggior solitudine è “essere soli come un cane” e la vita peggiore è “una vita da cani” e le persone cattive sono i “figli di cani”..

Da dove viene questo proverbiale disprezzo per quelli che sono considerati come i nostri amici fedeli, affetti puri e profondi ed inseparabili compagni di vita..?

Forse in tempi più risalenti il cane non aveva il ruolo di “famiglio” che ha oggi nella nostra vita e non era riconosciuto come parte integrante della società ma era pur sempre un animale che viveva accanto agli uomini a cui forniva una preziosa collaborazione, e allora perché questa continua denigrazione verbale..?

Non voglio spingermi a dichiarare che questi paragoni non siano “politically correct” nei confronti dei cani ma rifletto solo sul fatto che al giorno d’oggi siano del tutto inappropriate e forse posso anche riuscire a mordermi la lingua prima di pronunciarle..

Se i cani sono nostri affettuosi e preziosi amici dobbiamo anche ricordarci di non insultarli senza motivo..

Potremmo anche pensare a qualcosa che sia “buono come il cane” oppure pregare “dacci oggi il nostro cane quotidiano” e forse il mondo potrebbe essere migliore…

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