Riflessione del 16 Febbraio

Roba da cani

 

Noi tutti amiamo i nostri cani e gli uomini, in genere, riconoscono al cane un importante ruolo affettivo e sociale ma poi se dobbiamo parlare in maniera negativa di una qualsiasi attività umana, il primo paragone che si porta è sempre con il cane.

E allora si fanno le cose “a cazzo di cane” oppure si viene “trattati come cani”, “scacciati come cani” o certe cose “non si fanno nemmeno ai cani”, la peggior solitudine è “essere soli come un cane” e la vita peggiore è “una vita da cani” e le persone cattive sono i “figli di cani”..

Da dove viene questo proverbiale disprezzo per quelli che sono considerati come i nostri amici fedeli, affetti puri e profondi ed inseparabili compagni di vita..?

Forse in tempi più risalenti il cane non aveva il ruolo di “famiglio” che ha oggi nella nostra vita e non era riconosciuto come parte integrante della società ma era pur sempre un animale che viveva accanto agli uomini a cui forniva una preziosa collaborazione, e allora perché questa continua denigrazione verbale..?

Non voglio spingermi a dichiarare che questi paragoni non siano “politically correct” nei confronti dei cani ma rifletto solo sul fatto che al giorno d’oggi siano del tutto inappropriate e forse posso anche riuscire a mordermi la lingua prima di pronunciarle..

Se i cani sono nostri affettuosi e preziosi amici dobbiamo anche ricordarci di non insultarli senza motivo..

Potremmo anche pensare a qualcosa che sia “buono come il cane” oppure pregare “dacci oggi il nostro cane quotidiano” e forse il mondo potrebbe essere migliore…

MyDogSpace..

Elogio del cane

Monumento al “Vecchio Drum”, sulla base l’orazione “Eulogy of the dog” di Vest

“Eulogy of the dog” di George Graham Vest – 23 Settembre 1870

« Signori della giuria, il migliore amico che un uomo abbia a questo mondo può rivoltarsi contro di lui e diventargli nemico. Il figlio e la figlia che ha allevato con cura amorevole possono rivelarsi ingrati. Coloro che ci sono più vicini e più cari, ai quali affidiamo la nostra felicità e il nostro buon nome, possono tradire la loro fede. Il denaro si può perdere, e ci sfugge di mano proprio quando ne abbiamo più bisogno. La reputazione di un uomo può essere sacrificata in un momento di sconsideratezza. Le persone che sono inclini a gettarsi in ginocchio per ossequiarci quando il successo ci arride possono essere le prime a lanciare il sasso della malizia, quando il fallimento aleggia sulla nostra testa come una nube temporalesca.

Il solo amico del tutto privo di egoismo che un uomo possa avere in questo mondo egoista, l’unico che non lo abbandona mai, l’unico che non si rivela mai ingrato o sleale è il suo cane.

Signori della giuria, il cane resta accanto al padrone nella prosperità e nella povertà, nella salute e nella malattia. Pur di stare al suo fianco, dorme sul terreno gelido, quando soffiano i venti invernali e cade la neve. Bacia la mano che non ha cibo da offrirgli, lecca le ferite e le piaghe causate dallo scontro con la rudezza del mondo. Veglia sul sonno di un povero come se fosse un principe. Quando tutti gli altri amici si allontanano, lui resta. Quando le ricchezze prendono il volo e la reputazione s’infrange, è altrettanto costante nel suo amore come il sole nel suo percorso nel cielo.

Se la sorte spinge il padrone a vagare nel mondo come un reietto, senza amici e senza una casa, il cane fedele non chiede altro privilegio che poterlo accompagnare per proteggerlo dal pericolo e lottare contro i suoi nemici, e quando arriva la scena finale e la morte stringe nel suo abbraccio il padrone e il suo corpo viene deposto nella terra fredda, non importa se tutti gli altri amici lo accompagneranno; lì, presso la tomba, ci sarà il nobile cane, con la testa fra le zampe e gli occhi mesti, ma aperti in segno di vigilanza, fedele e sincero anche nella morte. »

Arringa di George Graham Vest – 23 Settembre 1870 

La commovente orazione di George Graham Vest nel caso giudiziario noto come “il caso del Vecchio Drum” costituisce la base della tutela dei Diritti degli Animali.